Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy Per saperne di piu'

Approvo
  • Home
  • DOCUMENTI CONFARTIGIANATO

Atteggiamento discriminatorio delle Banche verso gli artigiani.

Sbalchiero: «siamo stanchi di avere ragione. Vogliamo i soldi»

"Ad aprile è stato il Presidente della BCE Mario Draghi, seguito a ruota dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. In questi giorni la conferma, drammatica, da parte della relazione annuale sul Veneto dello stesso Istituto che ha definitivamente certificato un atteggiamento discriminatorio delle banche verso le piccole imprese e l’artigianato. Noi lo diciamo da anni. Gli istituti di credito ci stanno uccidendo. Ma, a parte una infinita serie di esperti che, numeri alla mano, ci danno costantemente ragione, non abbiamo visto un atto concreto che sia uno, anzi. Siamo stanchi di avere ragione. Dateci soldi per lavorare, cerare ricchezza e occupazione. In questo siamo bravi, anzi bravissimi e i numeri ci confortano". La denuncia è di Giuseppe Sbalchiero, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto che così commenta i dati presentati di recente dal direttore Angelo Gramegna della sede regionale di Banca d’Italia.

"In regione –prosegue Sbalchiero- non solo le piccole imprese (con meno di 20 addetti) hanno registrato un aumento più contenuto delle sofferenze rispetto alle grandi imprese (attualmente l’incidenza dei prestiti con anomalie di rimborso si attesta sugli stessi livelli delle imprese di maggiori dimensioni), ma lo hanno fatto di fronte a tassi di interesse più altri di quasi il 3%. Se a questo poi aggiungiamo che nei bilanci delle banche ad aprile 2013 rispetto a novembre 2011, mese della prima asta della BCE sul mercato aperto i titoli stato in portafoglio sono aumentati di 173,5 miliardi di euro (+84,8%) mentre i prestiti alle imprese sono scesi di 67,9 miliardi di euro (-6,7%), il quadro è completo".

"La necessità di una politica del credito mirata alle Pmi –sottolinea il Presidente– è confermata dal fatto che in Italia abbiamo il denaro più costoso d’Europa. Il tasso di interesse pagato dalle imprese italiane è di quasi un punto (97 punti base) superiore alla media dell’Eurozona, mentre lo spread con la Germania arriva a 148 punti base. E così, nel 2012, agli imprenditori italiani il credito è costato 14,3 miliardi in più rispetto agli imprenditori tedeschi. Quel che è più grave è che, a causa della crisi, le nostre imprese devono ricorrere al finanziamento in banca per pagare le tasse e per compensare i mancati pagamenti da parte di committenti privati e Pubblica Amministrazione. I problemi di liquidità degli imprenditori devono essere affrontati con uno sforzo comune straordinario e un impegno responsabile da parte del sistema bancario. Il credito è il carburante indispensabile per rimettere in moto l’economia e ridare slancio e fiducia ai nostri imprenditori".

 

  • Data inserimento: 20.06.13