TASSAZIONE DIVIDENDI 2026: RITORNO ALLE REGOLE PRECEDENTI
Stop alle nuove regole sui dividendi
Nel 2026 il quadro fiscale relativo ai dividendi torna indietro. Dopo le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio, il Decreto fiscale n. 38/2026 ha abrogato le novità, ripristinando il regime precedente già in vigore negli anni passati.
La normativa iniziale aveva introdotto limiti più stringenti per accedere ai regimi di tassazione agevolata, generando dubbi e criticità applicative. Tuttavia, il rapido intervento normativo ha eliminato tali restrizioni, riportando il sistema a una struttura più semplice e già consolidata.
Come cambia la tassazione dei dividendi
Con il ritorno alle regole ordinarie, il trattamento fiscale dei dividendi dipende dalla tipologia di socio che li percepisce.
Per le persone fisiche non imprenditori si applica una ritenuta a titolo d’imposta pari al 26%, operata direttamente dalla società che distribuisce gli utili.
Per imprenditori individuali e società, invece, i dividendi concorrono al reddito imponibile solo in parte, secondo percentuali variabili legate al periodo di formazione degli utili.
Le società di capitali beneficiano di un regime particolarmente favorevole, con imponibilità limitata al 5% dei dividendi percepiti, in linea con quanto previsto dal TUIR.
Abrogate le soglie su partecipazioni e valore
Una delle principali novità cancellate riguarda i requisiti minimi per accedere al regime di esenzione.
La Legge di Bilancio 2026 prevedeva infatti che i benefici fiscali fossero applicabili solo in presenza di:
- una partecipazione pari ad almeno il 5% del capitale sociale;
- oppure un valore della partecipazione non inferiore a 500.000 euro.
Queste condizioni sono state eliminate, consentendo nuovamente l’applicazione del regime ordinario senza vincoli dimensionali.
Gli adempimenti restano invariati
Nonostante il ritorno al passato sul piano sostanziale, restano confermati gli obblighi formali legati alla distribuzione dei dividendi.
Tra questi:
- la registrazione della delibera assembleare entro 30 giorni;
- il pagamento dell’imposta di registro in misura fissa;
- la certificazione degli utili distribuiti (modello CUPE);
- la compilazione del modello 770.
Inoltre, continua a valere la presunzione fiscale secondo cui le riserve di utili vengono distribuite prioritariamente rispetto ad altre riserve.
Impatti per imprese e soci
Il ritorno al regime precedente semplifica il quadro normativo e riduce il rischio di aumento del carico fiscale per imprese e investitori.
La distribuzione dei dividendi resta comunque un’operazione da programmare con attenzione, anche per gli adempimenti amministrativi richiesti.

