Tra le ipotesi allo studio per la Legge di Bilancio 2027 torna quella di innalzare da 85.000 a 100.000 euro la soglia di ricavi e compensi per l’accesso e la permanenza nel regime forfetario.
La proposta è stata rilanciata dal ministro dell’Economia Giorgetti, anche se al momento non è ancora una misura definita. Per il 2026 resta, dunque, confermato l’attuale limite di 85.000 euro.
L’aumento della soglia permetterebbe a una platea più ampia di professionisti e piccoli imprenditori di accedere al regime o di rimanervi.
Oggi il superamento degli 85.000 euro determina, in linea generale, la fuoriuscita dal forfetario dall’anno successivo. Se, invece, i ricavi o compensi superano i 100.000 euro, la fuoriuscita avviene già nello stesso anno, secondo le regole previste dalla disciplina.
Portare la soglia ordinaria a 100.000 euro consentirebbe di ricomprendere nel regime anche la fascia oggi compresa tra 85.000 e 100.000 euro.
Il punto delicato: la franchigia IVA UE
La questione più complessa riguarda l’IVA. Il regime forfetario è, infatti, collegato alla disciplina della franchigia IVA per le piccole imprese, regolata a livello europeo. La direttiva UE 2020/285 ha introdotto nuove regole applicabili dal 1° gennaio 2025 e prevede, per la franchigia nazionale, una soglia che non può superare gli 85.000 euro.
L’Italia applica attualmente proprio questo limite. Per questo motivo, un semplice innalzamento del forfetario a 100.000 euro non sarebbe soltanto una modifica della disciplina dell’imposta sostitutiva ma dovrebbe essere coordinato con le regole europee sull’IVA.
Va, inoltre, chiarito che i 100.000 euro previsti dalla disciplina europea non rappresentano la soglia che ogni Stato può liberamente applicare alla propria franchigia IVA nazionale.
Nel regime transfrontaliero per le piccole imprese, i 100.000 euro riguardano infatti il volume d’affari complessivo realizzato nell’Unione europea, mentre per l’Italia la soglia nazionale resta attualmente fissata a 85.000 euro.
È proprio questo il principale elemento da risolvere nell’eventuale passaggio del forfetario italiano a 100.000 euro.
Una riforma ancora da definire
Il forfetario a 100.000 euro è un’ipotesi per il 2027 e non una norma già approvata.
La prossima Legge di Bilancio dovrà chiarire se l’aumento della soglia sarà effettivamente introdotto e, soprattutto, come verrà coordinato con la disciplina europea della franchigia IVA.
Per le partite IVA, dunque, la novità potrebbe essere significativa. Il vero punto da verificare resta il rapporto tra la nuova soglia italiana e le regole UE sulla franchigia IVA.