L’Agenzia delle Entrate ha rafforzato nel 2026 i controlli sulle agevolazioni fiscali legate agli immobili. Nel mirino rientrano, da un lato, gli acquisti della prima casa effettuati beneficiando delle agevolazioni Under 36 e, dall’altro, alcune operazioni connesse ai bonus edilizi, con particolare attenzione alle attività svolte da professionisti e lavoratori autonomi.
Le verifiche sono quindi già in corso e possono riguardare operazioni effettuate negli anni precedenti. Per la prima casa Under 36, in particolare, si torna indietro fino agli acquisti agevolati effettuati a partire dal 26 maggio 2021, considerando anche le successive estensioni della misura.
Il punto centrale non è soltanto l’esistenza formale della documentazione. L’attività di verifica si basa sempre più sull’incrocio delle informazioni disponibili nelle diverse banche dati, confrontando quanto dichiarato dal contribuente con redditi, patrimonio, rapporti finanziari e documentazione relativa agli immobili.
Prima casa Under 36: cosa controlla il Fisco
L’agevolazione per l’acquisto della prima casa da parte dei giovani è stata introdotta dall’articolo 64 del Decreto Sostegni bis (D.L. 73/2021).
La misura prevedeva un trattamento fiscale particolarmente favorevole per gli acquirenti che rispettavano specifici requisiti: età inferiore a 36 anni, ISEE non superiore a 40.000 euro e destinazione dell’immobile ad abitazione principale.
In presenza delle condizioni previste, l’agevolazione consentiva di azzerare l’imposta di registro, le imposte ipotecaria e catastale e l’imposta sostitutiva relativa ai finanziamenti collegati all’acquisto.
ISEE e conti correnti sotto verifica
Uno degli aspetti più delicati riguarda l’ISEE utilizzato per accedere all’agevolazione.
L’Amministrazione finanziaria può confrontare i dati dichiarati con quelli presenti nell’Anagrafe dei rapporti finanziari, verificando la coerenza tra la situazione economica rappresentata dal contribuente e i redditi e patrimoni effettivamente risultanti dalle banche dati.
Il controllo, quindi, non si ferma al valore ISEE riportato nella documentazione. Gli uffici stanno incrociando redditi e patrimoni effettivamente detenuti con quanto indicato nell’ISEE presentato, verificando la correttezza dei requisiti utilizzati per ottenere il beneficio.
Controlli anche sulla residenza
Tra gli aspetti verificati rientra anche l’effettiva destinazione dell’immobile acquistato ad abitazione principale. L’Agenzia può quindi controllare che la situazione dichiarata al momento dell’acquisto trovi riscontro nei dati relativi all’immobile e al contribuente.
Per chi ha usufruito dell’agevolazione diventa importante poter ricostruire anche a distanza di alcuni anni la propria posizione e dimostrare la sussistenza dei requisiti richiesti.
Quali acquisti sono interessati
Inizialmente l’agevolazione riguardava gli acquisti conclusi dal 26 maggio 2021 al 31 dicembre 2023.
Successivamente il beneficio è stato esteso ai contratti definitivi stipulati entro il 31 dicembre 2024, purché il contratto preliminare fosse stato sottoscritto e registrato entro la fine del 2023.
Una situazione particolare riguarda inoltre gli acquisti conclusi tra il 1° gennaio e il 29 febbraio 2024. In quel periodo alcuni contribuenti hanno versato inizialmente le imposte in misura ordinaria, maturando successivamente un credito d’imposta per le somme pagate in eccesso. Anche queste posizioni rientrano nel perimetro delle verifiche descritte.
Bonus edilizi
Nel 2026 l’attenzione dell’Amministrazione finanziaria si concentra anche sui lavoratori autonomi e sui professionisti tecnici coinvolti nelle pratiche che hanno consentito il riconoscimento dei crediti fiscali. La fonte indica infatti queste categorie tra quelle considerate prioritarie dal Ministero dell’Economia fin dai primi mesi dell’anno.
Tra i documenti sottoposti a verifica possono rientrare i visti di conformità, le comunicazioni CILA e SCIA e le istanze catastali riguardanti immobili e terreni interessati dai lavori.
Fatturazione e asseverazioni sotto esame
Attraverso l’incrocio di fatture, asseverazioni tecniche e movimenti bancari, il Fisco punta a individuare eventuali incongruenze tra lavori dichiarati, spese sostenute e crediti fiscali generati.
L’obiettivo è intercettare, in particolare, cantieri con importi artificiosamente aumentati oppure interventi dichiarati ma mai effettivamente avviati, che possono aver generato crediti fiscali senza una reale copertura.
Dal punto di vista tecnico diventa quindi fondamentale la coerenza dell’intero fascicolo dell’intervento edilizio: pratiche depositate, fatture, pagamenti e asseverazioni devono essere compatibili tra loro e con i lavori effettivamente realizzati.
Controlli rafforzati da aprile 2026
Un passaggio importante è rappresentato dal 1° aprile 2026. Da questa data è operativa all’interno dell’Agenzia delle Entrate la nuova Sezione controlli registro, inserita nell’ufficio competente per le verifiche sulle persone fisiche e sui lavoratori autonomi.
La struttura ha il compito di coordinare e uniformare i criteri utilizzati dagli uffici territoriali nei controlli sulle agevolazioni edilizie e sulla fiscalità immobiliare, evitando che situazioni analoghe vengano trattate diversamente a seconda dell’ufficio competente.
Per chi ha usufruito delle agevolazioni interessate è quindi opportuno verificare fin da ora la completezza e, soprattutto, la coerenza della documentazione conservata